Maurizio Galimberti

Maurizio Galimberti, universalmente conosciuto come l’Instant artist, scatta, manipola, assembla, s’impossessa dei suoi soggetti dando vita ad opere uniche, intrise di emozioni ed esperienze. Alla camera oscura, predilige la fotografia istantanea e nel 1991 inizia la sua collaborazione con Polaroid Italia, esperienza che lo consacra al mondo dell’arte come il maestro della Polaroid e che nel 1995 porta alla pubblicazione del volume Polaroid Pro Art. In quegli anni percorre lo Stivale, dalle Alpi al Mediterraneo, colleziona scatti, cattura monumenti, immortala volti e attimi di vita che assembla nel suo progetto “Viaggio in Italia”. Singole polaroid che scrivono un racconto didascalico ed emozionale del Belpaese e dei suoi abitanti.

Maurizio Galimberti

Maurizio Galimberti – Credits: The Impossible Project

Mosso da una passione inarrestabile, continua a scattare e a sperimentare e nel 1997 nascono i suoi primi mosaici fotografici, frammenti di mondo decomposto e riassemblato. Galimberti si appropria di una tecnica nota già ai tempi del Bauhaus e già utilizzata dall’inglese David Hockney, personalizzandola. Le singole polaroid inquadrano dettagli dello stesso soggetto preso da diversi punti di vista, i punti di vista dell’artista. Si accostano l’un l’altra, dando forma ad un’immagine del tutto inedita. Il soggetto è frantumato e scomposto, eppure l’impressione è quella di una sua visione a 360°, dinamica e sorprendentemente armonica. L’occhio mette a fuoco i dettagli e allo stesso tempo si orienta nello spazio che il soggetto occupa, arrivando ad averne piena consapevolezza. In una commistione di tecniche e stili, Galimberti attinge alle grandi correnti avanguardistiche, come il Dada e il Futurismo, unendole alla moderna e immediata Polaroid, che l’artista talvolta ritocca, manipola attraverso la tecnica del frottage e arricchisce con timbri e francobolli. Una sorta di action painting sulla fotografia che si impregna dell’intervento diretto della mano dell’artista.

Maurizio Galimberti, respira arte, si nutre di letteratura e si disseta guardando il mondo che lo circonda. Così nascono i suoi ready-made, un chiaro omaggio a Marcel Duchamp e a Man Ray, icone del Dada. Galimberti prende fotografie, cartoline, opere d’arte, manifesti già esistenti, ne fotografa un dettaglio con la sua Polaroid, sviluppa lo scatto, spesso manipolandolo, e lo riposiziona sulla stessa immagine, nel punto esatto fotografato. L’immagine è ricostruita e arricchita del suo intervento diretto.

Maurizio Galimberti, Christo Ready-Made Affezione

Maurizio Galimberti, Christo Ready-Made Affezione

A questa tecnica appartengono i ready-made dedicati ai maestri della Land art Christo e Jeanne-Claude, opere ricordate per essere le ultime di Galimberti a contenere delle vere Polaroid, prima che l’azienda americana cessasse la produzione delle pellicole istantanee. Il ciclo, datato 2009 e intitolato “Christo ready-made d’affezione”, riunisce le principali performance di Christo e di sua moglie Jeanne-Claude, dall’impacchettamento del Reichstag tedesco a quello del Pont Neuf parigino. L’idea nasce osservando alcune cartoline acquistate da Galimberti anni addietro. Si tratta di cartoline firmate raffiguranti le performance della coppia di Land artists. Galimberti ne fotografa alcuni dettagli con la sua Polaroid e ricolloca gli scatti sulla cartolina stessa. Ancora una volta il maestro dell’istantanea omaggia due figure chiave della storia dell’arte, mangia, si impossessa delle loro installazioni, le manipola e dà vita ad opere uniche e originali, firmate a quattro – anzi sei – mani.